È stata un’esperienza davvero affascinante e ispirante quella di essere stato docente e coach per una masterclass presso un istituto governativo a Zibo, in Cina. La cultura di questa città e del paese in generale è davvero impressionante: qui, seguire un maestro con rispetto e dedizione è una vera e propria arte. Gli studenti dimostrano una disciplina encomiabile, una voglia di fare incessante e una caparbietà nel perfezionarsi che lascia senza parole.
È evidente che, in questa cultura, l’apprendimento è un percorso di vita, un cammino di crescita personale che viene coltivato con grande serietà e rispetto. Al contrario, osservando i coetanei italiani, si percepisce una certa mancanza di questa stessa determinazione e disciplina. In Italia, spesso si preferisce la strada più facile, lasciando che la voglia di migliorarsi si perda tra le pieghe di una certa superficialità. È un peccato, perché si è perso così tanto in termini di crescita e di soddisfazione personale.
E, a pensarci bene, in casi come questo, la presenza di una certa forma di disciplina autoritaria, non è sbagliata. Se il risultato è un gruppo di studenti così motivati, rispettosi e desiderosi di apprendere, quella rigidità potrebbe essere un incentivo a raggiungere traguardi più alti.
Naturalmente, con tutte le differenze culturali e i valori che ci contraddistinguono, non si può negare che l’efficacia di questa disciplina si veda chiaramente.